Ortognatodonzia dentale

Un’evoluzione della filosofia Bioprogressiva: il sistema Zero Base.

Il sistema Zero Base viene considerato un’evoluzione dell’ortognatodonzia bioprogressiva. Evoluzione garantita soprattutto dagli studi del Dr. Carl Gugino.

In questo modo si è venuto a costituire un vero e proprio sistema logico, atto ad affrontare tutte le problematiche riguardanti le malocclusioni ortodontiche, senza trascurare i concomitanti problemi funzionali (meccanici) ed estetici. L’approccio è di tipo olistico, dunque estremamente multidisciplinare.

Dal punto di vista prettamente clinico si riconoscono quattro punti fondamentali:

1. Diagnosi Individuale
Ogni individuo si distingue da un altro per le proprie specificità scheletriche, dentali e funzionali. Ciò risulta ancora più evidente nello sviluppo cranio-facciale nel bambino. Questo fattore dinamico-temporale deve essere tenuto in grande considerazione nell’approccio diagnostico, in modo che il medico possa formulare un piano di trattamento specifico per il paziente e le sue caratteristiche di unicità. Un piano di trattamento che si basa soprattutto sullo studio cefalometrico. Ad ogni paziente viene effettuata questa analisi previa raccolta di radiografie e fotografie (intra ed extraorali) il tutto applicato a modelli di studio generali.

2. Awareness training
Il trattamento ortodontico da solo non basta. Per curare adeguatamente le malocclusioni ed evitarne la recidiva è necessario far seguire al paziente una terapia rieducativa. Questa deve comprendere esercizi incentrati sulla deglutizione tipica, la respirazione nasale, e lo stimolo delle ipotensioni muscolari. Nella terapia progressiva (Zero Base), inoltre, non bisogna essere solo attenti a curare diversi campi ma anche a farlo con il giusto ordine, con il susseguirsi delle diverse fasi. Ad esempio, si può iniziare con un trattamento ortopedico, al quale segue una fase di rieducazione funzionale, per poi passare al trattamento ortodontico vero e proprio, il tutto intervallato da periodi di sospensione.

3. Trattamento precoce e diverse fasi della terapia
Molte malocclusioni sono difficili da trattare perché tendono a recidivare, quasi ad automantenersi, a causa della presenza di legami stretti e consolidati tra le arcate dentarie. Per questo motivo, per essere certi che la terapia vada a buon fine è necessario agire il più precocemente possibile rieducando alla normofunzione.

4. Terapia meccanica
Per ottenere, con successo e senza danni, lo spostamento degli elementi dentali all’interno dell’osso alveolare, la tecnica bioprogressiva si avvale di elementi meccanici cementati alle strutture dentarie. Elementi che possano garantire l’applicazione di una forza continua ma leggera e controllata.